Friday, December 15, 2006

Anniversary Invitation Sample

not talk about marriage or de facto heterosexual couples, the question arises only for homosexuals


di Benedetto Della Vedova
da Il Foglio del 13-12-06 pag. II

Giornali e tv traboccano di spiegazioni circa la necessità di un nuovo quadro giuridico per le “coppie di fatto”. Milioni di persone, si dice, living outside the affective union of the marital bond with this transport, love, planning and a sense of mutual support married. Ergo, if they do not have the same features - maybe a little bit less, not to give too much attention - we operate an unjust discrimination.
A premise is a consideration. The premise
. A libertarian "result" would explain that rights and obligations, even in the family, should depend on the free bargaining between individuals and the state should not interfere with recognizing "the family" as such as a legal entity. To understand: the survivor's pension should result from a social security system funded to provide the private contract, the employee's spouse or others. Ditto for the reversibility of the lease, assistance and provisions in case of serious illness, the prison visit. So for the heritage, excluding the "rightful share". It 's a consistent logic, you would do well to take more seriously. But the fact is that the family as we know it and recognize it as a billion women and men is not an artificial product of the legislation - in our case, the Civil Code - but the result of a slow and conscious evolution of the tradition and customs . This is not a detestable constructivism statist, hostile alla libertà degli individui. Morale: ad oggi, per di più nell’Italia ipercorporativa e statalista, smontare le prerogative pubblicistiche della famiglia non mi pare una strategia praticabile né opportuna. Da qui si parte.
E ora una considerazione, anzi due.
Salvo eccezioni marginali – le persone in attesa di divorzio, ad esempio – le coppie di fatto eterosessuali scelgono liberamente di vivere la propria condizione familiare al di fuori di un riconoscimento formale. Preferiscono gestire in piena libertà i propri rapporti, rifuggendo tanto l’onerosità, sociale e non solo, del vincolo matrimoniale, quanto i benefici che ne derivano. Proprio per rispetto di questa scelta lo Stato dovrebbe restarne fuori dicendo: se cambi idea in una settimana regoli la pratica in comune e, voilà, reversibilità, affitto, ospedale, eredità non saranno più un problema. Altrimenti, sono fatti tuoi. E invece no: lo stato paternalista vuole una forma di famiglia ad hoc. Un po’ meno famiglia, come ha spiegato il Ministro Pollastrini: gli alimenti al coniuge in caso di separazione, ma solo “per alcuni anni”. Magari la reversibilità della pensione, ma solo dopo cinque anni.
Ma, anche dopo i Pacs, resteranno centinaia di migliaia di coppie di fatto “libere”. E dunque, coerentemente, ci si dovrà occupare anche di loro: che ne so, alimenti per un solo anno e reversibilità dopo dieci anni. Di questo passo, sempre in nome della reversibilità senza discriminazioni, arriveremmo all’obbligo di accedere ad una qualche regolamentazione pubblica dopo una settimana di convivenza “more uxorio”, con tanto di visite ispettive dei vigili urbani e punizione per chi si ostinasse a non ufficializzare la propria unione. Non la voglio buttare in burla, giacché la questione è seria, ma non riesco a fare dei pacs per le coppie eterosessuali una priorità. Tanto più che le tutele per i figli sono ormai acquisite e che la giurisprudenza ha già posto rimedio ad alcune questioni delicate (sulla pensione di reversibilità in generale, sull’uso e l’abuso, andrebbe aperta la discussione).
Assai diversamente la questione si pone per le coppie omosessuali. Parlo ovviamente di quelle coppie che scelgono di vivere secondo un patto duraturo di reciproca solidarietà ed assistenza. Queste situazioni, almeno nell’occidente libero ancorato alle radici giudaico-cristiane, sono un fatto sempre più socialmente accettato. Sono entrate nella nostra “tradizione”. Queste centinaia di migliaia di italiani non hanno oggi alcuno strumento per vedere riconosciuta pubblicamente la propria unione, contrarre reciprocamente obbligazioni vincolanti e in cambio vedersi riconosciute alcune prerogative: eredità, pensione, assistenza e responsabilità di scelta della cura in caso di incoscienza del partner, visita in carcere, onoreficienze alla memoria, subentro nell’affitto. Here we are actually due to discrimination, and fill the gap, with an intelligent mix of "registration" and public interventions in the Civil Code. I do not speak of marriage, because we need to treat it differently and call realities, but the legal recognition for homosexual couples those who request it is a must. And I am ready to discuss "how to" support him no ifs or buts. Benedetto Della Vedova


(President of the liberal reformers and member of Forza Italy)

0 comments:

Post a Comment