Liberalisation: Della Vedova on Bersani, Dai heavy taxes on mobile operators the state collects more
Audio conferenza stampa La riforma indispensabile è l’abolizione della tassa di concessione governativa. Presentata proposta di legge per l’abolizione della tassa di concessione governativa sull’utilizzo dei terminali di comunicazione mobile e personale in tecnica GSM/UMTS
Sintesi della conferenza stampa tenuta quest’oggi alla Sala Stampa di Montecitorio da Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e Deputato di Forza Italia
In Italia vi sono circa 67 milioni di utenze di telefonia mobile.
Il 98% di queste utenze è composta da carte ricaricabili contro il 2% di contratti di abbonamento.
Sulle carte ricaricabili non grava una tassa di concessione governativa, che invece è applicata sui contratti di abbonamento in questa misura: 5,16 euro per l’uso familiare e 12,81 euro per l’uso aziendale (condizione necessaria per la detrazione o deduzione delle spese di traffico fatturate).
Il gettito della tassa di concessione governativa (che riguarda – è bene ricordarlo- solo il 2% delle utenze di telefonia mobile) è pari a circa 600 milioni di euro annui.
I costi di ricarica richiesti dai gestori ai clienti delle carte ricaricabili sono pari a 1,7 miliardi di euro (Iva compresa). Di questi 1,7 miliardi di euro circa 800 tornano allo Stato tra imposte dirette e indirette (300 only of VAT). Among
license fee and government direct and indirect taxes on refills (excluding telephone traffic), the state collects each year at least 1.4 billion euro, while the margin of the operators for the so-called top-up charges billed to customers is 900 million €.
The figures show:
1. that the heavy taxes on telephone costs not related to traffic actually carried the state collects from customers far more managers;
2. that the cost of recharging is one of the perverse effects of a continuing anti-historical license fee for mobile telephone (not much chance that the cost of charging the tax concession are in a unique landscape europeo) e ciononostante i consumatori continuano a preferire le carte ricaricabili ai contratti di abbonamento. Sono state le autorità indipendenti su Antitrust e Comunicazioni a spiegare le ragioni economiche di questa scelta: “Per cogliere la portata della TCG sul prezzo effettivo del servizio, occorre considerare che nel 2005 la spesa media mensile in traffico dei clienti del servizio prepagato – vale a dire della stragrande maggioranza degli utenti retail – non ha raggiunto i 15 euro. Di conseguenza, qualora tali utenti si fossero avvalsi del servizio in abbonamento, la sola tassa di concessione governativa avrebbe provocato in media un aggravio di prezzo superiore al 40%” (Indagine conoscitiva sui contributi di ricarica nei servizi di telefonia mobile a credito pre-pagato, novembre 2006- AGM/AGCOM)”. L’aggravio medio di prezzo connesso alle spese di ricarica è invece pari al 18,3% (AGM-AGCOM, indagine citata);
3. che è possibile ridurre i costi per i clienti solo usando meccanismi di mercato (a partire dalla riduzione del peso fiscale sui contratti di telefonia mobile) e non attraverso interventi dirigisti e “distorsivi” del Governo, come quelli annunciati dal Ministro Bersani, che avrebbero il solo effetto di incrementare il costo di traffico a compensazione dell’”abolito” costo di ricarica e quindi di non produrre alcun risparmio per i consumatori.
Il Gruppo di Forza Italia chiederà l’immediata calendarizzazione of the bill on the abolition of the government concession tax on the use of mobile communication terminals and technical personnel in GSM / UMTS.
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